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Interviste

L’arte di Coco Cano: un soffio di colore dall’Uruguay

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“Ricomporre amorevoli scheletri” di Giovanna Rivero

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    “Ballata per mia madre” di Julián Herbert

    28 Aprile 2024 / No Comments

    Da dove viene la voce di uno scrittore? Nel caso di Julián Herbert, dalle sue viscere. La sua è una voce biliosa, recalcitrante. «Alcuni confessano sulla carne, altri sulla carta», disse lo scrittore statunitense James Purdy nel suo scandaloso romanzo…

    By Rocío

claveldelaire_it

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Come ogni anno, vi ho preparato una lista di novit Come ogni anno, vi ho preparato una lista di novità (e non) di libri da non perdere al Salone, ma anche da comprare in qualsiasi libreria, meglio se indipendente! 📚 

Ecco qua, divisi per paese ed editore, i libri citati nel carosello. Ce n'è per tutti i gusti, da romanzi, a saggi storici, da manifesti femministi a raccolte di racconti e memoir:

🇨🇱 Cile: "Parlavo una lingua di neve" di Caroline Dawson, @lormaeditore, 2026. Traduzione di Elena Riva. 

🇦🇷 Argentina: "Né oblio né perdono. Argentina 1976-2026" di Nicolás Rapetti, @editorilaterza, 2026. 

🇧🇴 Bolivia: "Femminismo bastardo" di María Galindo, @edizioni.mimesis, 2024. Traduzione di Roberta Granelli. 

🇺🇾 Uruguay: "Tutti i racconti" di Juan Carlos Onetti, @edizionisur, 2026. Traduzione di Angelo Morino e @ginamaneri. 

🇧🇷 Brasile: "Una delicata collezione di assenze" di Aline Bei, @lanuovafrontiera, 2026. Traduzione di @lucidellacitta . 

🇲🇽 Messico: "Principio metà fine" di Valeria Luiselli, @einaudieditore, 2026. Traduzione di Tommaso Pincio. 

🇨🇱 Cile: "Non leggere i fratelli Grimm" di Iván Maureira Ortiz, @edicola_ed, 2021. Traduzione di Claudia Morazzi. 

🇪🇨 Ecuador: "Sacrifici umani" di María Fernanda Ampuero, @granvia_edizioni, 2022. Traduzione di Francesca Lazzarato. 

Avete letto qualcuno di questi libri? Quali vi ispirano? Fatemi sapere nei commenti! 👇❤️ 

Ah, se vi va, passate a salutarmi al Salone! Io sarò sabato e domenica allo stand di Gran vía al padiglione Oval (lo stand della regione Umbria)! 🥰
🇧🇴 Di Bolivia si parla pochissimo, e di letteratur 🇧🇴 Di Bolivia si parla pochissimo, e di letteratura boliviana ancora meno. Da quasi due anni sul blog (link in bio 👆) mi sono ripromessa di recensire libri provenienti da paesi che entrano poco nei circoli culturali mainstream ma che, se sappiamo ascoltare e approfondire, hanno tanto da offrirci.

Giovanna Rivero è nata a Montero, piccolo paese nella regione rurale di Santa Cruz, in Bolivia, nel 1972. Ha partecipato al prestigioso Iowa International Writing Program e nel 2011, durante la fiera del libro di Guadalajara, è stata inserita nell’elenco dei “25 segreti meglio custoditi della letteratura latinoamericana”.

La sua produzione è stata collocata nel filone del nuovo gotico latino-americano, insieme a nomi come Mariana Enriquez, Mónica Ojeda e Samanta Schweblin, ma a lei non piace molto essere incasellata. Nonostante sia felice del fatto che le scrittrici finalmente stanno ricevendo il riconoscimento che meritano, afferma:

“Vengo sempre interrogata sul gotico andino e sempre rispondo dicendo che è fantastico che ci chiediamo cosa sia il gotico. Che non sia un concetto vuoto, che non commettiamo di nuovo l'ingiustizia di mettere dieci autrici nello stesso calderone, per risparmiarci il lavoro di comprendere la singolarità di ciascuna di loro, i loro interessi particolari, i loro mondi specifici. Con gli uomini non succede. Vengono studiati come esemplari unici. Quindi non dobbiamo acconsentire né accettare che siamo tutte gotiche e che ci studino come se fossimo animali”.

Nella sua raccolta di racconti "Ricomporre amorevoli scheletri", pubblicata da @granvia_edizioni con la cura editoriale del traduttore Matteo Lefèvre, le ambientazioni distopiche, gotiche o storiche sono soltanto una cornice, un pretesto per spingere i personaggi in situazioni limite, collocandoli in quell’ultimo minuto prima che tutto sfugga di mano e precipiti per sempre.
Una scrittura feroce e affascinante, impossibile posare il libro.
Trovate tutto sul blog (link in bio 👆)! 🇧🇴❤️
“Allora gli dissi quello che aveva continuato a gi “Allora gli dissi quello che aveva continuato a girarmi per la testa. Belano, gli dissi, il nocciolo della questione è sapere se il male (o il delitto o il crimine o come vuole chiamarlo) è casuale o causale. Se è causale possiamo lottare contro di lui, è difficile da sconfiggere ma c'è una possibilità, più o meno come fra due pugili dello stesso peso. Se è casuale, al contrario, siamo fregati. Che Dio, se esiste, abbia pietà di noi. È a questo che si riduce tutto”. 
Roberto Bolaño, "I detective selvaggi", traduzione di @ilidecarmignani, @adelphiedizioni. 

Buon compleanno, querido Roberto, ovunque tu sia. Chissà cosa penseresti del nostro mondo di oggi. Probabilmente diresti che è una "tormenta de mierda".
Stasera alle 21 sono ospite di @paolazoppi nel suo Stasera alle 21 sono ospite di @paolazoppi nel suo profilo Instagram insieme ad @alicerifelli di @edicola_ed
Scaldiamo i motori in vista del Salone e parliamo di due libri molto belli: "Storia della mia lingua" di Claudia Aplabaza (che mi era piaciuto molto e di cui vi avevo parlato qualche numero fa della newsletter Sudestada, link in bio 👆) pubblicato da  Edicola, e io in particolare vi racconterò "Geografia della lingua" di Andrea Jeftanovic, edito da @granvia_edizioni.
Andiamo in Cile quindi, con due scrittrici da approfondire e a cui appassionarsi! 🇨🇱

Vi aspettiamo! ❤️
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