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La mia newsletter "Sudestada" su Substack

Recensioni

“Chiamatemi Cassandra” di Marcial Gala

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Interviste

L’arte di Coco Cano: un soffio di colore dall’Uruguay

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Recensioni

“Lascia fare a me” di Mario Levrero

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Recensioni

“Notte a Caracas” di Karina Sainz Borgo

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  • Recensioni

    “Ricomporre amorevoli scheletri” di Giovanna Rivero

    29 Aprile 2026 / No Comments

    VI PIACERÀ SE Cercate qualcosa di forte, che vi scuota. La scrittura di Giovanna Rivero mette a nudo con ferocia gli stati animo dei suoi personaggi, figure inquiete sulla soglia tra l’ignoto e l’inizio del cambiamento. Esplora generi diversi, dal…

    By Rocío
  • Recensioni

    “Lutto” di Eduardo Halfon

    22 Febbraio 2026 / No Comments

    VI PIACERÀ SE Vi piace l’autofiction come strumento per indagare come i tabù e i segreti familiari ci definiscano; e come la nostra vita adulta sia un miscuglio di ricordi vissuti e inventati. Con una scrittura concisa ed evocativa, da…

    By Rocío
  • Recensioni

    “Notte a Caracas” di Karina Sainz Borgo

    20 Dicembre 2025 / No Comments

    VI PIACERÀ SE Se vi piacciono le storie forti e drammatiche, tratte dalla vita reale, e non vi spaventano le scene crude e la violenza. Se, al di là di ciò che dicono i telegiornali e la geopolitica, volete capire…

    By Rocío
  • Interviste

    La donna che anticipò il futuro: Alfonsina Storni

    4 Ottobre 2025 / No Comments

    Alfonsina Storni oggi è una figura leggendaria in Argentina e in tutto il Sud America, forse soltanto Frida Kahlo può reggere il confronto con il mito nato intorno al suo modo di intendere la vita e la morte. Ha persino…

    By Rocío
  • Santiago Roncagliolo
    Recensioni

    “La notte degli spilli” di Santiago Roncagliolo

    26 Giugno 2025 / No Comments

    Fa un caldo bestiale e concentrarsi nelle letture complesse è sempre più difficile. Per questo giugno bollente, ho deciso perciò di proporvi un libro che non definirei propriamente “letterario”, ma che mescola con grande maestria suspense e leggerezza, approfondimento psicologico…

    By Rocío
  • Ritratto in bianco e nero di María Fernanda Ampuero
    Recensioni

    “Le bestie” di María Fernanda Ampuero

    28 Maggio 2025 / No Comments

    Nel saggio Algunos aspectos del cuento, Julio Cortázar sfrutta la terminologia della boxe per creare una metafora molto calzante: “il romanzo vince sempre per punti, mentre il racconto deve vincere per knock-out”. Il buon autore di racconti va dando a…

    By Rocío
  • Recensioni

    “Chiamatemi Cassandra” di Marcial Gala

    27 Aprile 2025 / No Comments

    Dopo il grande successo di La canzone di Achille di Madeline Miller, molti autori e autrici si sono lanciati nel cosiddetto “retelling”, cioè un nuovo interesse nel raccontare l’epica classica dal punto di vista di personaggi che non erano mai stati…

    By Rocío
  • Recensioni

    “Dominicana” di Angie Cruz

    10 Gennaio 2025 / No Comments

    Questo romanzo è la dimostrazione di come la letteratura abbia il potere di colmare le lacune della vita e i silenzi tra generazioni. L’autrice Angie Cruz, nata a New York da genitori emigrati negli Stati Uniti dalla Repubblica Dominicana negli…

    By Rocío
  • Mario Levrero
    Recensioni

    “Lascia fare a me” di Mario Levrero

    2 Novembre 2024 / No Comments

    Inizio quest’articolo con una nota personale, che spiega anche il perché della lettura che vi consiglio questo mese. È stato un anno molto pesante per me questo 2024, e non potevo raccontarvi nulla per un semplice motivo, avevo il terrore…

    By Rocío
  • Interviste

    L’arte di Coco Cano: un soffio di colore dall’Uruguay

    28 Settembre 2024 / No Comments

    Coco Cano fa parte della storia di questo blog fin da prima che fosse online, per questo sono davvero felice di intervistarlo. Tutto è cominciato quando stavo cercando una grafica che rappresentasse subito al primo sguardo che cos’è Clavel del…

    By Rocío
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claveldelaire_it

Dai un'occhiata al mio Instagram...

C'è una cosa che non emerge molto in questa pagina C'è una cosa che non emerge molto in questa pagina, e cioè che sono una grandissima appassionata di calcio. Io credo che, se nasci in Argentina, sia impossibile non esserlo.

Non potevo perdermi la presentazione da @librerie.coopambasciatori di "Undici secondi", romanzo dello scrittore argentino Carlos Aletto tradotto dal mitico @gabriellifabrizio per @edizioniminerva.

In questo romanzo i protagonisti sono due ragazzi, due amici nati in un quartiere povero. Si fanno una promessa: quando uno dei due ce la farà nella vita e realizzerà il proprio sogno, tornerà in quel quartiere povero a riscattare l'altro. Uno vuole diventare scrittore, l'altro calciatore.

Quando l'aspirante scrittore vuole mollare, l'aspirante calciatore lo incoraggia, perché sennò "chi scrive la storia di chi non scrive?". L'eroe dell'aspirante calciatore è, ça va sans dire, Diego Armando Maradona.

Gli "undici secondi" del titolo sono il  tempo che Diego Armando Maradona (era il 22 giugno del 1986, ai Mondiali del Messico) impiegò per saltare sette giocatori dell’Inghilterra e segnare quello che, non solo in Argentina, è considerato "il gol del siglo", e insieme la riparazione simbolica della sconfitta militare subìta qualche anno prima nella sporca guerra de las Malvinas. 

C'è molto di Carlos Aletto nel personaggio dello scrittore.
Dice: "Ci sono due passioni nella mia vita: la letteratura e il calcio, che per me riescono a fermare la morte. Nel 31° anniversario del gol del siglo io stavo giocando a calcio e ho avuto un infarto in campo. Ma stavo giocando a calcio e non ho pensato alla morte. 
La letteratura è stata la prima volta nella vita in cui ho avuto l'idea di abbondanza, la letteratura ha la forza di cristallizzare un momento e sconfiggere la morte".

Io la penso come lui.
La settima puntata del podcast "Fuori dal gioco" s La settima puntata del podcast "Fuori dal gioco" su Spotify (link in bio ☝️) è dedicata a Mario Santiago Papasquiaro. Mai sentito? Forse lo conoscerete come l’Ulises Lima de “I detective selvaggi”, capolavoro di Roberto Bolaño.

Insieme a Bolaño, nel 1975 Mario Santiago fondò l’infrarealismo (il “realismo viscerale” del romanzo), una sorta di avanguardia che aveva lo scopo di “far saltare in aria il cervello alla cultura ufficiale”, quella rappresentata dall’odiato Octavio Paz.

Gli infrarealisti erano degli hooligan della letteratura, irrompevano nelle presentazioni di Octavio Paz e dei suoi leccapiedi leggendo ad altissima voce le loro poesie, erano marginali e marginalizzati e ne andavano fieri.

Scriveva poesie a margine dei libri prestati, sui pacchetti delle sigarette, sui tovaglioli, sulle pareti di casa. “Se devo vivere, che sia senza timone e nel delirio”, diceva. Non esistevano regole per lui, nemmeno quelle del traffico, tanto che fu investito per avere attraversato le trafficatissime strade di Città del Messico senza guardare.

Bolaño volle celebrare proprio questo, la loro amicizia e quella follia iconoclasta giovanile che condivisero nel Messico degli anni ’70, il drammatico periodo post-massacro di Piazza Tlatelolco. “I  detective selvaggi” è infatti un omaggio a quella generazione distrutta dalla violenza di Stato, a quei poeti coraggiosi e idealisti che pensavano di poter mettere la propria vita e la propria poesia al servizio di un sogno destinato a fallire.

Ma così facendo, Bolaño ha creato un mito, quello di Ulises Lima, che ha finito per oscurare il Mario Santiago poeta, quello vero.
In questa puntata, allora, andiamo a scoprire chi fosse davvero Mario Santiago Papasquiaro. Un uomo pieno di fragilità, un geiser di sé stesso, uno che strappava a morsi i compromessi, “un vagabondo dagli occhi di iguana”.

Opere citate: "I detective selvaggi" di Roberto Bolaño, @adelphiedizioni, traduzione di @ilidecarmignani.
"Il testimone" di Juan Villoro, @granvia_edizioni, traduzione di Maria Cristina Secci.

E voi, conoscevate l'uomo dietro Ulises Lima?
I miei dilemmi esistenziali post Salone in questi I miei dilemmi esistenziali post Salone in questi giorni vertono su come stare su Instagram, se il modo che io ho (scrivere pipponi, parlare di libri non mainstream e non fare mai video perché, semplicemente, m’imbarazza molto) non sia una vera e propria zappa sui piedi che do a me stessa e che mi condanna a rimanere invisibile, o comunque in una nicchia che più nicchia non si può. 

Il numero di follower ormai definisce il tuo valore purtroppo, ci piaccia o no. Queste sono le regole del gioco. In questa puntata di Sudestada mi chiedo: come posso trovare un equilibrio tra ciò che sono e ciò che l'algoritmo richiede? 

Così, mentre mi arrovello, apro a caso il mio oracolo (un libro che scoprirete nella nuova puntata di Sudestada, link in bio ☝️) e trovo questa frase: 

“Diranno che vai per la strada sbagliata se vai per la tua strada”.

Il protagonista di questa puntata ne sa qualcosa, in effetti. Il suo nome – e non vi stupirà non conoscerlo – è Antonio Porchia.

Totalmente sconosciuto nel mondo delle lettere argentine di primo ‘900, emigrato calabrese a Buenos Aires con un passato da scaricatore di porto, Antonio Porchia scrisse per anni delle massime (non chiamateli aforismi, si arrabbierebbe) in cui depositava una saggezza silenziosa, dove l’ironia si mescola alla malinconica accettazione della realtà così com’è, con la sua crudeltà e la sua mancanza di senso.

Nessuno se lo filò per anni, finché a 58 anni fu notato per caso da un critico francese e il resto è storia. Pensate che persino Borges volle poi scrivere un prologo per il suo libro. 

In “Voci”, la sua unica opera edita in italiano da @argonline con la traduzione di Andrea Franzoni, Antonio Porchia si propone, massima dopo massima, di curare il dolore di vivere, per il semplice motivo che il dolore espresso è meno pesante del dolore taciuto.

Torno al mio dilemma, spero che questa puntata vi piaccia!
Il primo Salone con il pass "espositore" non si di Il primo Salone con il pass "espositore" non si dimentica ❤️ Stare allo stand di @granvia_edizioni con Annalisa Proietti è stato mille cose: stancante, esaltante, disidratante, e anche una delle esperienze più belle che io abbia mai fatto.

Non ho fatto molte foto in verità, perché alla fine volevo esserci con tutta la mia attenzione e le mie energie, volevo parlare con le persone e non perdermi nei social. Voglio stare lì davvero, ecco.

La cosa più bella del @salonelibro, dopo i libri ovviamente, sono gli incontri. Ringrazio allora @claudiaaputzu e @therealgrimaus per essere passate a salutarmi, @landini_claudia per il suo affetto e @_scatterbrain_, compagna di appunti negli stessi eventi 🥰

E poi, qualsiasi fiera è un'occasione perfetta per svuotare il portafoglio e rivedere le bellissime persone che popolano gli stand di @edizionisur, @lanuovafrontiera, @wojtekedizioni, @edicola_ed ed @erisedizioni.

Valeria Luiselli (ultima foto) nell'incontro ha parlato dell'inizio, la metà e la fine della vita. Chi è a metà sente di dover subentrare a coloro che fino a quel momento hanno sostenuto il peso del mondo e la cui vita si avvicina alla fine, e deve anche prendersi cura delle inquietudini e delle richieste di chi invece sta iniziando la propria vita.

Ma chi è a metà spesso non si sente pronto per tutto questo. Non riesco a smettere di pensare alle sue parole, perché sono proprio a metà anch'io, e certi giorni tutto là fuori è davvero troppo. Ma finché avremo i libri, avremo sempre un rifugio a cui tornare. 

Niente, devo rielaborare le emozioni adesso e capire come continuare a soppalcare tutti i libri che mi sono portata a casa... Nei prossimi giorni vi racconto il bottino 😅

#salto26
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