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La mia newsletter "Sudestada" su Substack

Interviste

L’arte di Coco Cano: un soffio di colore dall’Uruguay

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Recensioni

“Lascia fare a me” di Mario Levrero

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Recensioni

“Il sistema del tatto” di Alejandra Costamagna

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Recensioni

“Ballata per mia madre” di Julián Herbert

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  • Recensioni

    “Notte a Caracas” di Karina Sainz Borgo

    20 Dicembre 2025 / No Comments

    VI PIACERÀ SE Se vi piacciono le storie forti e drammatiche, tratte dalla vita reale, e non vi spaventano le scene crude e la violenza. Se, al di là di ciò che dicono i telegiornali e la geopolitica, volete capire…

    By Rocío
  • Interviste

    La donna che anticipò il futuro: Alfonsina Storni

    4 Ottobre 2025 / No Comments

    Alfonsina Storni oggi è una figura leggendaria in Argentina e in tutto il Sud America, forse soltanto Frida Kahlo può reggere il confronto con il mito nato intorno al suo modo di intendere la vita e la morte. Ha persino…

    By Rocío
  • Santiago Roncagliolo
    Recensioni

    “La notte degli spilli” di Santiago Roncagliolo

    26 Giugno 2025 / No Comments

    Fa un caldo bestiale e concentrarsi nelle letture complesse è sempre più difficile. Per questo giugno bollente, ho deciso perciò di proporvi un libro che non definirei propriamente “letterario”, ma che mescola con grande maestria suspense e leggerezza, approfondimento psicologico…

    By Rocío
  • Ritratto in bianco e nero di María Fernanda Ampuero
    Recensioni

    “Le bestie” di María Fernanda Ampuero

    28 Maggio 2025 / No Comments

    Nel saggio Algunos aspectos del cuento, Julio Cortázar sfrutta la terminologia della boxe per creare una metafora molto calzante: “il romanzo vince sempre per punti, mentre il racconto deve vincere per knock-out”. Il buon autore di racconti va dando a…

    By Rocío
  • Recensioni

    “Chiamatemi Cassandra” di Marcial Gala

    27 Aprile 2025 / No Comments

    Dopo il grande successo di La canzone di Achille di Madeline Miller, molti autori e autrici si sono lanciati nel cosiddetto “retelling”, cioè un nuovo interesse nel raccontare l’epica classica dal punto di vista di personaggi che non erano mai stati…

    By Rocío
  • Recensioni

    “Dominicana” di Angie Cruz

    10 Gennaio 2025 / No Comments

    Questo romanzo è la dimostrazione di come la letteratura abbia il potere di colmare le lacune della vita e i silenzi tra generazioni. L’autrice Angie Cruz, nata a New York da genitori emigrati negli Stati Uniti dalla Repubblica Dominicana negli…

    By Rocío
  • Mario Levrero
    Recensioni

    “Lascia fare a me” di Mario Levrero

    2 Novembre 2024 / No Comments

    Inizio quest’articolo con una nota personale, che spiega anche il perché della lettura che vi consiglio questo mese. È stato un anno molto pesante per me questo 2024, e non potevo raccontarvi nulla per un semplice motivo, avevo il terrore…

    By Rocío
  • Interviste

    L’arte di Coco Cano: un soffio di colore dall’Uruguay

    28 Settembre 2024 / No Comments

    Coco Cano fa parte della storia di questo blog fin da prima che fosse online, per questo sono davvero felice di intervistarlo. Tutto è cominciato quando stavo cercando una grafica che rappresentasse subito al primo sguardo che cos’è Clavel del…

    By Rocío
  • Recensioni

    “La casa della laguna” di Rosario Ferré

    28 Agosto 2024 / No Comments

    “Anarchica, pornografica e traditrice della propria classe sociale”. Questo dissero i critici letterari portoricani sulla scrittrice di cui vi parlo questo mese. «Ok, allora è quella giusta per il blog», mi sono detta. La scrittrice messicana Elena Poniatowska nel 2016…

    By Rocío
  • Recensioni

    “Il pane del patriarca” di Raduan Nassar

    28 Giugno 2024 / 2 Comments

    Tante persone nella vita, per mille motivi, non fanno ciò per cui sono nate. È un triste dato di fatto che non desta particolari polemiche ormai. Ma quando questo riguarda uno scrittore, cioè quando uno scrittore rinuncia a fare quello…

    By Rocío
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La nuova puntata di Sudestada (link in bio 👆) è de La nuova puntata di Sudestada (link in bio 👆) è dedicata alla scrittrice messicana Josefina Vicens.
Non l'avete mai sentita? Eh, niente di strano, purtroppo.
Josefina, come il suo grande amico Juan Rulfo, fa parte di quello che lo scrittore spagnolo Enrique Vila-Matas chiama "il gruppo affetto dal male di Bartleby", cioè gli scrittori che smettono di scrivere.

Josefina Vicens è stata la critica più feroce di sé stessa. Il suo primo romanzo, "El libro vacío", rischiò di non essere mai pubblicato, tanto lei s'impuntava nel volerlo riscrivere, persino a ridosso della data in cui sarebbe andato in stampa. Aspettava il correttore di bozze alle 5 del mattino, e lui, vedendola così disperata, le permetteva di cancellare e riscrivere. Finché un giorno le disse: "Signora Vicens, se continua a correggere finirà per prosciugare il suo romanzo". E allora lei si arrese.

Fu lesbica nel Messico degli anni '30, e sposò un amico gay perché la famiglia la lasciasse in pace. "Fu un ottimo affare, disse, perché il marito fumava le sue stesse sigarette e potevano comprarle all'ingrosso".
Lasciò solo due opere, tanto era il bisogno ma anche il terrore di scrivere. Purtroppo, di queste due opere, in italiano è disponibile solo la seconda: "Gli anni falsi", pubblicato da una piccolissima casa editrice sarda, Angelica Editore (lo trovate sul loro sito).

"Gli anni falsi" è la storia di un giovane uomo che, piano piano, vede la propria identità fagocitata da quella del padre morto. Un padre violento, arrogante, donnaiolo, da cui non riesce a liberarsi.

Nel 1982 Josefina Vicens scrisse questo libro ancora attualissimo, una critica del machismo che prende forma nell'ombra del padre e impedisce al protagonista di crescere, di fare le sue scelte, portandolo all'asfissia. Stessa cosa che il machismo fa con gli uomini.
È in edicola oggi un numero di @robinson_repubblic È in edicola oggi un numero di @robinson_repubblica dedicato a un libro che aspetto con ansia: "Il boom latinoamericano. Lettere 1955-1975", che raccoglie per la prima volta la corrispondenza tra Julio Cortázar, Mario Vargas Llosa, Gabriel García Márquez e Carlos Fuentes. Lo pubblica @librimondadori nella collana Oscar con la traduzione di Bruno Arpaia.
Esce il 27 gennaio.

Sul famosissimo Boom latinoamericano provo sentimenti contrastanti: da un lato orgoglio, perché fino a quel momento in Europa e negli Stati Uniti si leggeva e si conosceva pochissima letteratura latinoamericana. Era come se non esistesse. Finalmente con il Boom qualcuno si è accorto che anche in America Latina c'era talento, innovazione, un nuovo immaginario che poteva conquistare lettori e lettrici ovunque.

Dall'altro, è senz'altro stata un'operazione commerciale. Una grande macchina ideata da editori, pubblicisti e agenti europei (in primis, la celebre agente letteraria catalana Carmen Barcells) per vendere un'immagine esotica e creare un grande calderone che ha fatto brillare alcuni scrittori, ma ha lasciato nell'ombra molti altri. E questi ultimi, proprio perché non facevano parte del Boom, sono stati quasi subito dimenticati.

Oggi abbiamo la possibilità di ridimensionare il Boom, vederlo davvero per quello che è stato e, soprattutto, ricercare quelle voci che sono rimaste ingiustamente fuori dal canone.

Intanto, mi sembra comunque una bella iniziativa da parte di Mondadori, e sono curiosa di leggere cosa si scrivevano Julio, Mario, Gabo e Carlos! 😍
Che ve lo dico a fare, lo saprete già tutti e tutt Che ve lo dico a fare, lo saprete già tutti e tutte che @adelphiedizioni sconta del 20% tutto il suo catalogo fino al 22 febbraio... Ma vi va di esplorare altri autori e autrici latinoamericani al di là dei soliti Borges, Bolaño e Lispector?

E allora eccovi qualche gemma nascosta che ho scovato nel loro catalogo e che vi consiglio ❤️

Grazie alla mia amica @profbeatrix17 che mi ha segnalato l'inizio della promo, parte domaniiiii! Addio stipendio!! 💸💸
🇨🇴 La quinta puntata del podcast che rende omaggio 🇨🇴 La quinta puntata del podcast che rende omaggio ai silenti paladini dell'anticonformismo è dedicata ad Andrés Caicedo, il Rimbaud colombiano, uno scrittore convinto che vivere più di 25 anni non abbia senso perché significa ripetersi, perché dopo i 25 anni si perde la capacità di stupirsi.

E così fece: il 4 marzo del 1977, giorno in cui avrebbe compiuto i fatidici 25 anni, Andrés Caicedo se ne andò ingerendo 60 pastiglie di Seconal.

Se ne andò dopo aver lasciato il suo unico romanzo, un libro diventato di culto per tutta la generazione dei giovani nutritisi di controcultura: "Viva la musica!", edito in Italia da @edizionisur con la traduzione di Raul Schenardi.

Alla fine del romanzo, Andrés affida alla voce della sua protagonista, la biondissima María Del Carmen Huerta, una sorta di manifesto nichilista giovanile:

"Non lasciarti mai né definire né incasellare. [...] Non diventare mai una persona seria. Fai del non essere riflessivo e dell'essere contraddittorio la tua norma di condotta. Armati dei sogni per non perdere la capacità di vedere".

Questa vampiresca discesa agli inferi della notte di Cali non vi lascerà indifferenti, ne sono certa. Nell'ultima foto, la mia copia, vecchia, sottolineata e consumata (Sur ha ristampato il romanzo nel 2022 con una nuova copertina). Ad Andrés sarebbe piaciuta.

Trovate tutte le puntate di "Fuori dal gioco" su Spotify (link in bio) 👆 ❤️
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