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    La donna che anticipò il futuro: Alfonsina Storni

    4 Ottobre 2025 / No Comments

    Alfonsina Storni oggi è una figura leggendaria in Argentina e in tutto il Sud America, forse soltanto Frida Kahlo può reggere il confronto con il mito nato intorno al suo modo di intendere la vita e la morte. Ha persino…

    By Rocío
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    “Il deserto” di Jorge Baron Biza

    28 Febbraio 2024 / 4 Comments

    C’era bisogno dell’ennesimo blog letterario? No, in verità. Ci ho pensato per mesi, prima di aprire Clavel del aire. Non sono una critica letteraria, non lavoro in editoria, anche se è il mio sogno da sempre. “Cosa posso apportare io…

    By Rocío

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Esattamente 50 anni, nel 1976, il 24 marzo la giun Esattamente 50 anni, nel 1976, il 24 marzo la giunta militare del generale Videla con un colpo di stato prendeva il potere, instaurando il periodo più buio della storia argentina. Negli ultimi anni, a partire dal processo contro i militari tenutosi nel 1985, un grido di dolore e di giustizia aveva buttato giù il muro di omertà, terrore e perversa complicità che aveva permesso ai militari di operare indisturbati dal 1976 al 1983, anno della transizione democratica.

Ma oggi abbiamo un presidente, Javier Milei, che sta vanificando tutti gli sforzi, minimizzando il dolore e l'orrore vissuti e, insieme alla vicepresidente Victoria Villarruel (figlia e nipote di militari), sta portando avanti una vera e propria politica di revisionismo. 

Il vento del revisionismo e del fascismo soffia forte nel mondo. L'unica forma di resistenza è la conoscenza, e la memoria.

Vi lascio allora in questo post alcuni consigli di lettura, perché i libri sono e saranno sempre custodi, scrigni di verità.

Martín Kohan, Sempre giugno, editore @pensamultimediasrl, traduzione di Luigi Patruno.

Martín Kohan, Confessione, @morlacchieditore, traduzione di Giovanni Barone.

Marta Dillon, Aparecida, @granvia_edizioni, traduzione di Camilla Cattarulla.

Elsa Osorio, I vent'anni di Luz, @guanda_editore, traduzione di Roberta Bovaia. 

Tomás Eloy Martínez, Purgatorio, @edizionisur, traduzione di Francesca Lazzarato.

Horacio Verbitsky, Il volo, @fandangolibri, traduzione di Claudio Tognonato.

Leila Guerriero, La chiamata, @edizionisur, traduzione di Maria Nicola.

Conoscevate questi libri? Ce ne sono altri che avete letto e volete consigliarmi?
La sesta puntata del podcast che rende omaggio ai La sesta puntata del podcast che rende omaggio ai silenti paladini dell'anticonformismo (link in bio 👆 lo trovate su Spotify) è dedicata a María Luisa Bombal, scrittrice cilena 🇨🇱 ingiustamente dimenticata nonostante abbia ispirato Juan Rulfo per scrivere “Pedro Páramo”, sia stata ammirata da Borges e abbia gettato i semi del futuro realismo magico.

Se dovessimo descriverla con due parole, sarebbero mistero e contraddizione. È stata una donna misteriosa, autrice durante la sua lunga vita soltanto di due romanzi brevi e un pugno di racconti scritti in gioventù, tra gli anni ’30 e ’40.
Poi il silenzio fino alla morte, avvenuta nel 1980. 
Duecento pagine in 70 anni di vita.

E contraddizione, perché María Luisa portò sulla pagina, avvolta in un’atmosfera onirica, una chiara rappresentazione del desiderio femminile represso e dell’insoddisfazione delle donne della sua epoca nei confronti di un’esistenza tradizionale e asfissiante. 
Ma fu tanto trasgressiva sulla pagina quanto sottomessa nella realtà al concetto patriarcale di amore romantico. E questo concetto lei lo portò ad estreme conseguenze, tanto da arrivare a un tentativo di suicidio e poi di omicidio dell’oggetto del suo amore.

Il nostro Virgilio, la guida che ci aiuterà a addentrarci nella selva oscura della vita di questa scrittrice, è un'altra figura dell'editoria italiana ingiustamente dimenticata: Angelo Morino, colui che la scoprì e per primo la tradusse per Sellerio in un periodo in cui internet non c'era e trovare informazioni su misteriose autrici vissute dall'altra parte dell'oceano era semplicemente un'impresa.

Oggi, a dimostrazione di quanto María Luisa Bombal sia ancora rilevante, la sua opera completa è stata ripubblicata da @edizionisur con la traduzione di Francesca Lazzarato.

Avete già letto qualcosa di Bombal? La conoscevate? Fatemi sapere nei commenti 👇❤️
Nella mia newsletter Sudestada (che compie due ann Nella mia newsletter Sudestada (che compie due anni a marzo! 🥳🥳 Link in bio 👆) cerco sempre di dare spazio alla maggior quantità di voci possibili. C’è una voce in particolare che è stata silenziata per decenni non solo dal punto di vista sociale, ma anche nei canoni letterari. Ed è quella dei latinoamericani dalla pelle nera. 

Questo mese vi porto in Brasile 🇧🇷 per raccontarvi una storia struggente: quella della scrittrice afrobrasiliana Carolina Maria de Jesus. Viveva nella favela di Canindé, São Paulo, e manteneva sé stessa e i suoi tre figli raccogliendo carta, ferraglia e altri oggetti per poi rivenderli. Di notte, quando i figli dormivano, la stanza in cui vivevano diventava per Carolina una sorta di “stanza tutta per sé”, e lei si metteva a scrivere. 

Sfogava tutta la disperazione per ciò che vedeva e sentiva ogni giorno, la fame, la sporcizia, la sua condizione di madre single che comunque riteneva fortunata, perché almeno nessun uomo avrebbe mai alzato le mani su di lei, come accadeva alle sue vicine.

Carolina aveva solo la seconda elementare, ma la sua è una scrittura che lascia il segno. Immagini forti, denuncia dei politici che compaiono nelle favelas solo prima delle elezioni, uno sguardo ironico e pieno di ira ma anche di tenerezza.

Tutto questo è “La stanza dei rifiuti” di Carolina Maria de Jesus, pubblicato in Italia per la prima volta nel ‘62 dopo che Alberto Moravia ne rimase affascinato e lo propose a Bompiani. Oggi lo trovate ristampato da @alpesitaliaeditore e tradotto da Rita Ciotta Neves.
È morto a 87 anni lo scrittore Alfredo Bryce Echen È morto a 87 anni lo scrittore Alfredo Bryce Echenique, considerato il più importante scrittore peruviano della sua generazione insieme a Mario Vargas Llosa.
Era nato a Lima nel 1939 in una famiglia benestante e, come molti scrittori del suo tempo, dopo essersi laureato in giurisprudenza aveva deciso di rompere con le tradizioni familiari e di trasferirsi a Parigi per diventare scrittore.
Viene inserito spesso nella corrente del realismo magico, ma la sua cifra stilistica è piuttosto l'ironia.

Ironia e nostalgia sono infatti gli elementi fondamentali dell'unico suo romanzo pubblicato in Italia da @edizionimedhelan e tradotto da Giuliana Calabrese, "Non aspettatemi ad aprile".

Bryce Echenique ci mise due anni per scrivere quest'opera mastodontica, ambientata nel Perù degli anni '50. Tra realismo e parodia, lacrime e risate, Bryce Echenique ricostruisce l'amore tra due giovani, Manongo Sterne Tovar e Teresa Mancini Gerzso, calandolo nell'ambiente dei giovani rampolli dell'alta borghesia di Lima, ma senza perdere d'occhio la storia politica peruviana, fatta purtroppo di corruzione e terrorismo.

Leggendo queste pagine ci immergiamo nell'atmosfera degli anni '50, con le sue canzoni, i vestiti che andavano di moda, le sigarette e le automobili oggetto di desiderio. Ci sono echi di Fitzgerald e Sterne, ma anche quell'ironia dolceamara tipicamente latinoamericana.
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