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    “Ricomporre amorevoli scheletri” di Giovanna Rivero

    29 Aprile 2026 / No Comments

    VI PIACERÀ SE Cercate qualcosa di forte, che vi scuota. La scrittura di Giovanna Rivero mette a nudo con ferocia gli stati animo dei suoi personaggi, figure inquiete sulla soglia tra l’ignoto e l’inizio del cambiamento. Esplora generi diversi, dal…

    By Rocío

claveldelaire_it

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Lo aspetto da mesi, infatti ve ne parlavo già a lu Lo aspetto da mesi, infatti ve ne parlavo già a luglio nella puntata di Sudestada (link in bio ☝️) su Gabriela Wiener!
Finalmente oggi comincia il @festivaletteratura a Mantova! ❤️📚

Vi ho preparato un piccolo carosello con le scrittrici latinoamericane che parteciperanno quest'anno, così arrivate preparati/e! 😍

Dal Perú 🇵🇪 abbiamo ben due autrici, Gabriela Wiener appunto, portata in Italia da @lanuovafrontiera, e la scrittrice esordiente Yeniffer Lilibell Aliaga Chávez, nuova uscita per @capovolte.edizioni.
E poi la colombiana 🇨🇴 Pilar Quintana, pubblicata da @latartaruga_edizioni.

In poche righe, posso descriverle così (anche se vi invito sempre ad approfondire fuori dalle dinamiche veloci e superficiali che propinano i social):
Gabriela Wiener è una giornalista e scrittrice che si può inserire nella corrente della letteratura post-indigenista. Esplora temi come l'identità ibrida, il razzismo strutturale e il peso storico del colonialismo europeo in America Latina.

Yeniffer Lilibell Aliaga Chávez parla di violenza culturale attraverso le genealogie familiari, le tradizioni andine e l'esplorazione di un'identità sospesa tra due paesi, l'Italia e il Perù.

Pilar Quintana affronta di petto la questione femminile, i lati oscuri della maternità, la solitudine e il rapporto viscerale e violento degli esseri umani con la natura.

Io andrò al festival sabato 12 e domenica 13, se ci siete fate un fischio! 😉🥰
Nella puntata della “rentrée” di Sudestada 💌 (link Nella puntata della “rentrée” di Sudestada 💌 (link in bio ☝️) vi parlo di uno scrittore che è stato una sorta di alieno, un uomo venuto dal futuro. David Foster Wallace ha esplicitamente dichiarato di essersi ispirato a lui per l’uso delle note a pie di pagina in “Infinite jest”.

Haruki Murakami ne rimase folgorato, pensò di aver trovato nel nostro autore un punto di riferimento tecnico ed estetico per fuggire finalmente dallo stampo soffocante del canone letterario giapponese.

Pedro Lemebel portò all’estremo il linguaggio barocco, i pizzi, i lustrini e i boleri, sapendo che già qualcuno prima di lui aveva tentato l’impresa: intrecciare la dissidenza sessuale, la cultura popolare e la marginalità con l’impegno politico.

Tutto questo fu Manuel Puig. Eppure, gli autori del Boom e i grandi intellettuali latinoamericani lo detestavano:
Borges disse che quella di Puig era una “letteratura Max Factor (sì, intendeva proprio la marca di cosmetici!): affettata, piena di facile sentimentalismo, destinata a un “pubblico basso”. Vargas Llosa lo denigrò più volte e s’incaricò di fargli perdere (in quanto giudice) un importante premio letterario. Per lui, Puig scriveva come Corín Tellado, una nota e popolare autrice di fotoromanzi.

La verità è che Manuel Puig fu uno scrittore omosessuale che affrontò i grandi maschi etero del Boom, fu critico nei confronti della sinistra marxista dell’epoca – tanto attenta ai diritti delle classi umili quanto colpevolmente omofoba e cieca di fronte alle questioni di genere – ma, soprattutto, fu un grande sostenitore della dignità letteraria dei prodotti della cultura pop.

Quest’estate ho letto Il bacio della donna ragno (edito da @edizionisur con la traduzione di Angelo Morino) e ne sono rimasta folgorata. Se dovessi definirlo in una frase, direi che Puig ha scritto un romanzo in cui la ribellione esplode sotto uno strato spesso di brillantina. E che detonazione, signori e signore!

Leggetelo. Leggete questo romanzo scritto nel ‘76 e arrivato dal futuro. 🔭 🪐
Oggi, 26 agosto, sarebbe stato invece il compleann Oggi, 26 agosto, sarebbe stato invece il compleanno di Julio Cortázar ❤️

Voglio ricordarlo non con i suoi romanzi e racconti più celebri, ma con questa poesia contenuta nella raccolta "Salvo il crepuscolo" (edita da @edizionisur, traduzione di Marco Cassini).

Cortázar la scrisse dopo un incontro all'Avana con la giovane poetessa cubana Zoé Valdés, nel 1983.
C'era una festa, una di quelle serate letterarie piene di gente e alcol. Julio è timido, sta probabilmente in disparte, ma lui e Zoé incrociano gli sguardi e forse, senza parole, si comprendono. La giovinezza e la vitalità di lei lo contagiano, lui che è ormai un uomo disilluso che sta invecchiando.
E quando la festa finisce e rimangono solo sigarette spente, macchie di vino e bicchieri vuoti, si ritrovano a parlare.

Non si sa cosa sia successo tra loro, ma ci è rimasta questa dolcissima, incantevole poesia.

"E quando tutti se ne andavano
e restavamo in due
tra bicchieri vuoti e portacenere sporchi,

com’era bello sapere che eri lì
come una corrente che ristagna,
sola con me sull’orlo della notte,
e che duravi, eri più che il tempo,

eri quella che non se ne andava
perché uno stesso cuscino
e uno stesso tepore
ci avrebbero chiamati di nuovo
a svegliare il nuovo giorno,
insieme, ridendo, spettinati".

 ❤️
Oggi Borges avrebbe compiuto 127 anni. Proprio in Oggi Borges avrebbe compiuto 127 anni. Proprio in suo onore, ogni anno in Argentina il 24 agosto è ufficialmente la giornata di tutti e tutte noi, la "giornata del lettore"! 📚 

Ma come festeggiava Borges il suo compleanno?
La sua ultima moglie, Maria Kodama, racconta che Borges odiava che gli cantassero il buon compleanno, preferiva mettere i Pink Floyd o i Rolling Stones (ma ve lo immaginavate un Borges rockettaro?? 😲 ).

Quando compí 85 anni, invece, ricevette un invito insolito: festeggiare il suo compleanno in una cooperativa socialista. Jorge Rosín era un militante che dirigeva un centro educativo e ammirava tantissimo lo scrittore argentino. Aveva organizzato uno spettacolo in suo onore e ci provò: lo chiamò per invitarlo. Gli promise che non ci sarebbero state telecamere e che sarebbe stata una festicciola intima.

Era il 1984 e Borges attraversava un periodo in cui stava ritornando indietro su certe posizioni politiche che aveva preso in passato, quando aveva salutato il colpo di stato e l'inizio della dittatura in Argentina. Accettò l'invito.

Quella sera si recitarono, al suono della chitarra, alcune poesie di "Fervore di Buenos Aires" e "Per le sei corde" (li trovate in italiano pubblicati da @adelphiedizioni). Borges si commosse e disse che era stata una delle sere più felici della sua vita. Concluse dicendo ai presenti: "un uomo può dare quello che non ha. Io, forse, vi ho dato saggezza, della quale sono di sicuro carente".

Buon compleanno maestro, in qualsiasi labirinto tu sia adesso ❤️
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