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    28 Marzo 2024 / 2 Comments

    Nel secondo articolo di questo blog attraverseremo insieme la cordigliera delle Ande e andremo dall’Argentina di Jorge Baron Biza al Cile di Alejandra Costamagna. Alejandra Costamagna è nata a Santiago del Cile nel 1970 ed è considerata una delle più…

    By Rocío

claveldelaire_it

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C'è un libro che è uscito un paio di mesi fa ed è C'è un libro che è uscito un paio di mesi fa ed è passato in sordina. 

Parlare di guerre del '900, soprattutto di guerre avvenute in terre così remote e lontane dai luoghi dove "avvengono le cose importanti", poteva sembrare anacronistico e poco interessante fino a qualche mese fa. E invece, leggere saggi sulle guerre del passato ci fa capire dolorosamente come, ancora oggi, le guerre si facciano seguendo sempre gli stessi schemi: una crisi sociale e politica che si vuole "depistare" facendo scoppiare qualcosa di ancora più grosso per distrarre le masse, mancanza di visione e tanta confusione nel pianificare le mosse (Trump, sto parlando di te), deliberata ignoranza e cinismo di fronte alla sofferenza di chi subisce queste decisioni.

Questo succede oggi tra Iran e Stati Uniti, ma è successo anche nel 1983 durante la guerra delle Malvinas. Qui faccio una confessione: per me questo è un argomento delicato e non riesco a non essere di parte. La retorica nazionalista e patriottica della dittatura militare di Videla forse ha toccato anche me: non riesco a non chiamarle Malvinas e a non pensare che appartengano legittimamente all'Argentina, vista la posizione geografica. Tutti noi argentini cresciamo con l'idea dell'ingiustizia subita da parte degli inglesi, e pensiamo che Maradona con "la mano de Dios" nell'86 ci abbia un po' vendicati. È un pensiero infantile, lo so, ma il patriottismo ha molto di infantile. 

Moltissimi diciottenni che a malapena sapevano sparare sono stati mandati a morire dai militari per distrarre le masse dalla strage di giovani militanti di sinistra, la vera guerra che stavano portando avanti silenziosamente in Argentina.

Questo libro, scritto dai giornalisti Giancarlo Feliziani e Paolo Argentini e pubblicato da Il Millimetro editore, racconta la storia del giornalista brasiliano Ricardo Pereira. Inviato in quelle isole battute dal vento, trova il diario di un giovane soldato, Adrián Oscar Sachetto, che scriveva tra quelle pagine giorno dopo giorno la paura, la fame e la solitudine che provava.

Inizia una storia (vera) in cui Pereira cerca di sapere che fine abbia fatto quel soldato. Lo scoprirà 40 anni dopo.

#ilmillimetroedizioni
@lucialibri mi ha dato un compito difficilissimo: @lucialibri mi ha dato un compito difficilissimo: scegliere i miei sette libri preferiti da consigliarvi. Al primo posto c'è un libro di cui vi ho parlato in tutte le salse, ormai lo sanno anche i muri e non smetterò mai di ringraziare gli amici di @lanuovafrontiera per averlo pubblicato! ❤️ 

Di molti di questi libri, essendo i miei grandi amori, vi ho già parlato in altre occasioni, ma qui trovate dei mini riassunti per poter capire se fanno al caso vostro o no.
Ho cercato di avere un po' di varietà di editori e paesi come sempre anche se, mi capirete, qui c'è un po' più di cuore e un po' meno di equità.
Trovate, oltre a La Nuova Frontiera, anche Angelica Editore, @edizionisur, @solferinolibri, @granvia_edizioni e @castelvecchieditore.

Spero vi piaceranno e vi terranno compagnia con questo caldo! ❤️ 🥵 Trovate il link all'articolo in bio ☝️
Il 29 maggio, ma del 1892, nasceva una delle più g Il 29 maggio, ma del 1892, nasceva una delle più grandi poetesse latinoamericane: Alfonsina Storni.
La poesia di Alfonsina s’impose nel panorama letterario di primo '900 per la sua cruda onestà e la rivendicazione di un’indipendenza sentimentale, erotica, ma soprattutto intellettuale per le donne. Fu con lei, infatti, che la donna entrò stabilmente nella vita letteraria argentina.

Alfonsina fu però anche giornalista e, con la sua penna graffiante e caustica, usò l’ironia e la parodia degli stereotipi femminili per denunciare i pregiudizi che affliggevano il suo genere. 

In tempi come quelli in cui stiamo vivendo, dove molti artisti per opportunismo e interesse rinunciano a prendere posizione e ad esporsi su questioni cruciali che riguardano tutti noi, il messaggio di Alfonsina Storni è attualissimo. 

I suoi scritti provocatori e senza filtri, che invitavano i mentalmente pigri ad avere il coraggio di pensare con la propria testa, ci parlano più che mai. Prendere posizione fa parte dell'essere umani. 

Potete rileggere se volete (link in bio ☝️) l'intervista che avevo fatto qualche tempo fa ad @alberto_bile_spadaccini, traduttore di "Diario di una bambina inutile", uscito l'anno scorso per @edicola_ed. 
Certi libri non hanno data di scadenza.
C'è una cosa che non emerge molto in questa pagina C'è una cosa che non emerge molto in questa pagina, e cioè che sono una grandissima appassionata di calcio. Io credo che, se nasci in Argentina, sia impossibile non esserlo.

Non potevo perdermi la presentazione da @librerie.coopambasciatori di "Undici secondi", romanzo dello scrittore argentino Carlos Aletto tradotto dal mitico @gabriellifabrizio per @edizioniminerva.

In questo romanzo i protagonisti sono due ragazzi, due amici nati in un quartiere povero. Si fanno una promessa: quando uno dei due ce la farà nella vita e realizzerà il proprio sogno, tornerà in quel quartiere povero a riscattare l'altro. Uno vuole diventare scrittore, l'altro calciatore.

Quando l'aspirante scrittore vuole mollare, l'aspirante calciatore lo incoraggia, perché sennò "chi scrive la storia di chi non scrive?". L'eroe dell'aspirante calciatore è, ça va sans dire, Diego Armando Maradona.

Gli "undici secondi" del titolo sono il  tempo che Diego Armando Maradona (era il 22 giugno del 1986, ai Mondiali del Messico) impiegò per saltare sette giocatori dell’Inghilterra e segnare quello che, non solo in Argentina, è considerato "il gol del siglo", e insieme la riparazione simbolica della sconfitta militare subìta qualche anno prima nella sporca guerra de las Malvinas. 

C'è molto di Carlos Aletto nel personaggio dello scrittore.
Dice: "Ci sono due passioni nella mia vita: la letteratura e il calcio, che per me riescono a fermare la morte. Nel 31° anniversario del gol del siglo io stavo giocando a calcio e ho avuto un infarto in campo. Ma stavo giocando a calcio e non ho pensato alla morte. 
La letteratura è stata la prima volta nella vita in cui ho avuto l'idea di abbondanza, la letteratura ha la forza di cristallizzare un momento e sconfiggere la morte".

Io la penso come lui.
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