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    By Rocío

claveldelaire_it

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È appena uscita una nuova recensione sul blog (lin È appena uscita una nuova recensione sul blog (link in bio ☝️)! E stavolta vi porto in Honduras 🇭🇳 

Forse vi risuonerà il racconto più breve del mondo: “Quando si svegliò, il dinosauro era ancora lì”, ma ne conoscete l’autore? 

Oggi non è più molto noto, forse viene citato in qualche libro scolastico, ma di certo Augusto Monterroso è un autore soltanto in apparenza semplice. 

Calvino disse che avrebbe voluto mettere insieme una collezione di racconti di una sola riga, ma che non ne aveva trovato nessuno che superasse quelli di Monterroso.
Roberto Bolaño lo inserì ne "I detective selvaggi", nel personaggio di Pancracio Montesol. Gabriel García Márquez disse che i racconti di Monterroso vanno letti “con le mani in alto”, perché la loro pericolosità sta nell’apparente mancanza di serietà. Carlos Fuentes disse di lui «ciò che a noi richiedeva cento pagine, a lui bastava una frase».

Di certo, Augusto Monterroso fu un uomo che lottò contro le dittature per tutta la sua vita e fu costretto all’esilio più volte; per questo a un certo punto, dopo tanto penare, decise di trasferire il suo impegno politico in letteratura, adottando come arma un’ironia tenera e malinconica che scaturiva più da un lucido disincanto che dalla volontà di colpire qualcuno. Era il suo modo di affrontare la vita e di non soccombere di fronte a un mondo completamente irrazionale e disumanizzato.

Amava le piccole cose, i dettagli insignificanti che svelano tutta la fragilità umana, e forgiò una scrittura che era una perfetta combinazione di levità e profondità. Non si curava del mercato e della fama letteraria, cambiava pelle da un libro all’altro e diceva «non mi piace ripetermi. Personalmente, penso che uno non dovrebbe mai trovare una formula».

Leggetelo, abbiamo davvero tanto bisogno di uno sguardo così lucido su noi stessi. Nonostante "Opere complete (e altri racconti)" sia un libro del 1959, sembra che per certe cose umane il tempo (purtroppo) non sia mai passato.

L'editore è @occameditore e la traduzione è di @arpaiab
C'è un libro che è uscito un paio di mesi fa ed è C'è un libro che è uscito un paio di mesi fa ed è passato in sordina. 

Parlare di guerre del '900, soprattutto di guerre avvenute in terre così remote e lontane dai luoghi dove "avvengono le cose importanti", poteva sembrare anacronistico e poco interessante fino a qualche mese fa. E invece, leggere saggi sulle guerre del passato ci fa capire dolorosamente come, ancora oggi, le guerre si facciano seguendo sempre gli stessi schemi: una crisi sociale e politica che si vuole "depistare" facendo scoppiare qualcosa di ancora più grosso per distrarre le masse, mancanza di visione e tanta confusione nel pianificare le mosse (Trump, sto parlando di te), deliberata ignoranza e cinismo di fronte alla sofferenza di chi subisce queste decisioni.

Questo succede oggi tra Iran e Stati Uniti, ma è successo anche nel 1983 durante la guerra delle Malvinas. Qui faccio una confessione: per me questo è un argomento delicato e non riesco a non essere di parte. La retorica nazionalista e patriottica della dittatura militare di Videla forse ha toccato anche me: non riesco a non chiamarle Malvinas e a non pensare che appartengano legittimamente all'Argentina, vista la posizione geografica. Tutti noi argentini cresciamo con l'idea dell'ingiustizia subita da parte degli inglesi, e pensiamo che Maradona con "la mano de Dios" nell'86 ci abbia un po' vendicati. È un pensiero infantile, lo so, ma il patriottismo ha molto di infantile. 

Moltissimi diciottenni che a malapena sapevano sparare sono stati mandati a morire dai militari per distrarre le masse dalla strage di giovani militanti di sinistra, la vera guerra che stavano portando avanti silenziosamente in Argentina.

Questo libro, scritto dai giornalisti Giancarlo Feliziani e Paolo Argentini e pubblicato da Il Millimetro editore, racconta la storia del giornalista brasiliano Ricardo Pereira. Inviato in quelle isole battute dal vento, trova il diario di un giovane soldato, Adrián Oscar Sachetto, che scriveva tra quelle pagine giorno dopo giorno la paura, la fame e la solitudine che provava.

Inizia una storia (vera) in cui Pereira cerca di sapere che fine abbia fatto quel soldato. Lo scoprirà 40 anni dopo.

#ilmillimetroedizioni
@lucialibri mi ha dato un compito difficilissimo: @lucialibri mi ha dato un compito difficilissimo: scegliere i miei sette libri preferiti da consigliarvi. Al primo posto c'è un libro di cui vi ho parlato in tutte le salse, ormai lo sanno anche i muri e non smetterò mai di ringraziare gli amici di @lanuovafrontiera per averlo pubblicato! ❤️ 

Di molti di questi libri, essendo i miei grandi amori, vi ho già parlato in altre occasioni, ma qui trovate dei mini riassunti per poter capire se fanno al caso vostro o no.
Ho cercato di avere un po' di varietà di editori e paesi come sempre anche se, mi capirete, qui c'è un po' più di cuore e un po' meno di equità.
Trovate, oltre a La Nuova Frontiera, anche Angelica Editore, @edizionisur, @solferinolibri, @granvia_edizioni e @castelvecchieditore.

Spero vi piaceranno e vi terranno compagnia con questo caldo! ❤️ 🥵 Trovate il link all'articolo in bio ☝️
Il 29 maggio, ma del 1892, nasceva una delle più g Il 29 maggio, ma del 1892, nasceva una delle più grandi poetesse latinoamericane: Alfonsina Storni.
La poesia di Alfonsina s’impose nel panorama letterario di primo '900 per la sua cruda onestà e la rivendicazione di un’indipendenza sentimentale, erotica, ma soprattutto intellettuale per le donne. Fu con lei, infatti, che la donna entrò stabilmente nella vita letteraria argentina.

Alfonsina fu però anche giornalista e, con la sua penna graffiante e caustica, usò l’ironia e la parodia degli stereotipi femminili per denunciare i pregiudizi che affliggevano il suo genere. 

In tempi come quelli in cui stiamo vivendo, dove molti artisti per opportunismo e interesse rinunciano a prendere posizione e ad esporsi su questioni cruciali che riguardano tutti noi, il messaggio di Alfonsina Storni è attualissimo. 

I suoi scritti provocatori e senza filtri, che invitavano i mentalmente pigri ad avere il coraggio di pensare con la propria testa, ci parlano più che mai. Prendere posizione fa parte dell'essere umani. 

Potete rileggere se volete (link in bio ☝️) l'intervista che avevo fatto qualche tempo fa ad @alberto_bile_spadaccini, traduttore di "Diario di una bambina inutile", uscito l'anno scorso per @edicola_ed. 
Certi libri non hanno data di scadenza.
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