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Recensioni

“Notte a Caracas” di Karina Sainz Borgo

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Recensioni

“Il pane del patriarca” di Raduan Nassar

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Recensioni

“Il deserto” di Jorge Baron Biza

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Recensioni

“Ballata per mia madre” di Julián Herbert

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  • Interviste

    L’arte di Coco Cano: un soffio di colore dall’Uruguay

    28 Settembre 2024 / No Comments

    Coco Cano fa parte della storia di questo blog fin da prima che fosse online, per questo sono davvero felice di intervistarlo. Tutto è cominciato quando stavo cercando una grafica che rappresentasse subito al primo sguardo che cos’è Clavel del…

    By Rocío
  • Recensioni

    “La casa della laguna” di Rosario Ferré

    28 Agosto 2024 / 4 Comments

    “Anarchica, pornografica e traditrice della propria classe sociale”. Questo dissero i critici letterari portoricani sulla scrittrice di cui vi parlo questo mese. «Ok, allora è quella giusta per il blog», mi sono detta. La scrittrice messicana Elena Poniatowska nel 2016…

    By Rocío
  • Recensioni

    “Il pane del patriarca” di Raduan Nassar

    28 Giugno 2024 / 2 Comments

    Tante persone nella vita, per mille motivi, non fanno ciò per cui sono nate. È un triste dato di fatto che non desta particolari polemiche ormai. Ma quando questo riguarda uno scrittore, cioè quando uno scrittore rinuncia a fare quello…

    By Rocío
  • Interviste

    La poesia del Brasile secondo Daniele Petruccioli

    28 Giugno 2024 / 4 Comments

    So già che quest’affermazione potrebbe causarmi l’immediato ritiro della cittadinanza argentina (dal punto di vista calcistico sicuramente), ma io amo il Brasile. Amo soprattutto la sua lingua e la sua musica. Sto studiando portoghese brasiliano da autodidatta da circa un…

    By Rocío
  • Ritratto di Marvel Moreno
    Recensioni

    “In dicembre tornavano le brezze” di Marvel Moreno

    28 Maggio 2024 / No Comments

    Marvel Moreno è stata per me una folgorazione. Puoi essere nata donna ed essere più o meno consapevole di chi sei, ma quando t’imbatti nelle sue pagine sei come risucchiata in una sorta di rito di iniziazione. Ti sembra di…

    By Rocío
  • Recensioni

    “Ballata per mia madre” di Julián Herbert

    28 Aprile 2024 / No Comments

    Da dove viene la voce di uno scrittore? Nel caso di Julián Herbert, dalle sue viscere. La sua è una voce biliosa, recalcitrante. «Alcuni confessano sulla carne, altri sulla carta», disse lo scrittore statunitense James Purdy nel suo scandaloso romanzo…

    By Rocío
  • La scrittrice cilena Alejandra Costamagna
    Recensioni

    “Il sistema del tatto” di Alejandra Costamagna

    28 Marzo 2024 / 2 Comments

    Nel secondo articolo di questo blog attraverseremo insieme la cordigliera delle Ande e andremo dall’Argentina di Jorge Baron Biza al Cile di Alejandra Costamagna. Alejandra Costamagna è nata a Santiago del Cile nel 1970 ed è considerata una delle più…

    By Rocío
  • Jorge Baron Biza
    Recensioni

    “Il deserto” di Jorge Baron Biza

    28 Febbraio 2024 / 4 Comments

    C’era bisogno dell’ennesimo blog letterario? No, in verità. Ci ho pensato per mesi, prima di aprire Clavel del aire. Non sono una critica letteraria, non lavoro in editoria, anche se è il mio sogno da sempre. “Cosa posso apportare io…

    By Rocío

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Gabriela Wiener a Mantova che mi firma il libro sc Gabriela Wiener a Mantova che mi firma il libro scrivendo "hasta la victoria siempre", dopo un incontro in cui l'altro interlocutore, bianco, uomo e borghese, ha parlato di sé stesso e dei suoi illustri natali occupando più tempo del dovuto (era un incontro sul Perú!), mentre lei ha parlato di colonizzatori, lotta femminista e della necessità dei popoli indigeni di autogovernarsi e liberarsi da chi li sfrutta.
Certe cose non cambiano mai. Per fortuna c'è chi, come Gabriela, non smette mai di lottare con le parole.

@gabrielawiener
@lanuovafrontiera
Lo aspetto da mesi, infatti ve ne parlavo già a lu Lo aspetto da mesi, infatti ve ne parlavo già a luglio nella puntata di Sudestada (link in bio ☝️) su Gabriela Wiener!
Finalmente oggi comincia il @festivaletteratura a Mantova! ❤️📚

Vi ho preparato un piccolo carosello con le scrittrici latinoamericane che parteciperanno quest'anno, così arrivate preparati/e! 😍

Dal Perú 🇵🇪 abbiamo ben due autrici, Gabriela Wiener appunto, portata in Italia da @lanuovafrontiera, e la scrittrice esordiente Yeniffer Lilibell Aliaga Chávez, nuova uscita per @capovolte.edizioni.
E poi la colombiana 🇨🇴 Pilar Quintana, pubblicata da @latartaruga_edizioni.

In poche righe, posso descriverle così (anche se vi invito sempre ad approfondire fuori dalle dinamiche veloci e superficiali che propinano i social):
Gabriela Wiener è una giornalista e scrittrice che si può inserire nella corrente della letteratura post-indigenista. Esplora temi come l'identità ibrida, il razzismo strutturale e il peso storico del colonialismo europeo in America Latina.

Yeniffer Lilibell Aliaga Chávez parla di violenza culturale attraverso le genealogie familiari, le tradizioni andine e l'esplorazione di un'identità sospesa tra due paesi, l'Italia e il Perù.

Pilar Quintana affronta di petto la questione femminile, i lati oscuri della maternità, la solitudine e il rapporto viscerale e violento degli esseri umani con la natura.

Io andrò al festival sabato 12 e domenica 13, se ci siete fate un fischio! 😉🥰
Nella puntata della “rentrée” di Sudestada 💌 (link Nella puntata della “rentrée” di Sudestada 💌 (link in bio ☝️) vi parlo di uno scrittore che è stato una sorta di alieno, un uomo venuto dal futuro. David Foster Wallace ha esplicitamente dichiarato di essersi ispirato a lui per l’uso delle note a pie di pagina in “Infinite jest”.

Haruki Murakami ne rimase folgorato, pensò di aver trovato nel nostro autore un punto di riferimento tecnico ed estetico per fuggire finalmente dallo stampo soffocante del canone letterario giapponese.

Pedro Lemebel portò all’estremo il linguaggio barocco, i pizzi, i lustrini e i boleri, sapendo che già qualcuno prima di lui aveva tentato l’impresa: intrecciare la dissidenza sessuale, la cultura popolare e la marginalità con l’impegno politico.

Tutto questo fu Manuel Puig. Eppure, gli autori del Boom e i grandi intellettuali latinoamericani lo detestavano:
Borges disse che quella di Puig era una “letteratura Max Factor (sì, intendeva proprio la marca di cosmetici!): affettata, piena di facile sentimentalismo, destinata a un “pubblico basso”. Vargas Llosa lo denigrò più volte e s’incaricò di fargli perdere (in quanto giudice) un importante premio letterario. Per lui, Puig scriveva come Corín Tellado, una nota e popolare autrice di fotoromanzi.

La verità è che Manuel Puig fu uno scrittore omosessuale che affrontò i grandi maschi etero del Boom, fu critico nei confronti della sinistra marxista dell’epoca – tanto attenta ai diritti delle classi umili quanto colpevolmente omofoba e cieca di fronte alle questioni di genere – ma, soprattutto, fu un grande sostenitore della dignità letteraria dei prodotti della cultura pop.

Quest’estate ho letto Il bacio della donna ragno (edito da @edizionisur con la traduzione di Angelo Morino) e ne sono rimasta folgorata. Se dovessi definirlo in una frase, direi che Puig ha scritto un romanzo in cui la ribellione esplode sotto uno strato spesso di brillantina. E che detonazione, signori e signore!

Leggetelo. Leggete questo romanzo scritto nel ‘76 e arrivato dal futuro. 🔭 🪐
Oggi, 26 agosto, sarebbe stato invece il compleann Oggi, 26 agosto, sarebbe stato invece il compleanno di Julio Cortázar ❤️

Voglio ricordarlo non con i suoi romanzi e racconti più celebri, ma con questa poesia contenuta nella raccolta "Salvo il crepuscolo" (edita da @edizionisur, traduzione di Marco Cassini).

Cortázar la scrisse dopo un incontro all'Avana con la giovane poetessa cubana Zoé Valdés, nel 1983.
C'era una festa, una di quelle serate letterarie piene di gente e alcol. Julio è timido, sta probabilmente in disparte, ma lui e Zoé incrociano gli sguardi e forse, senza parole, si comprendono. La giovinezza e la vitalità di lei lo contagiano, lui che è ormai un uomo disilluso che sta invecchiando.
E quando la festa finisce e rimangono solo sigarette spente, macchie di vino e bicchieri vuoti, si ritrovano a parlare.

Non si sa cosa sia successo tra loro, ma ci è rimasta questa dolcissima, incantevole poesia.

"E quando tutti se ne andavano
e restavamo in due
tra bicchieri vuoti e portacenere sporchi,

com’era bello sapere che eri lì
come una corrente che ristagna,
sola con me sull’orlo della notte,
e che duravi, eri più che il tempo,

eri quella che non se ne andava
perché uno stesso cuscino
e uno stesso tepore
ci avrebbero chiamati di nuovo
a svegliare il nuovo giorno,
insieme, ridendo, spettinati".

 ❤️
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